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Le chiavi per preparare bene la propria pensione e garantire il vostro futuro finanziario

Un lavoratore che va in pensione scopre spesso che la sua pensione copre a malapena i due terzi del suo precedente stipendio. Il resto,…

Homme d'une cinquantaine d'années examinant des documents de retraite dans un bureau à domicile chaleureux
5 min

Un lavoratore che va in pensione scopre spesso che la sua pensione copre a malapena i due terzi del suo stipendio precedente. Il resto deve essere stato previsto, talvolta anni prima dell’ultimo giorno di lavoro. Preparare la propria pensione non si riduce a spuntare una casella amministrativa: è una serie di decisioni finanziarie concrete, distribuite nel tempo, che determinano il tenore di vita dopo la vita attiva.

PER dopo 70 anni: la nuova realtà fiscale del 2026

La legge di bilancio per il 2026 ha modificato un parametro che molti futuri pensionati ignorano ancora. I versamenti su un PER non sono più deducibili dal reddito imponibile dopo i 70 anni. Il piano di risparmio pensionistico rimane accessibile, ma il suo principale vantaggio fiscale all’ingresso scompare superata questa età.

Per le coppie, la situazione si complica. La mutualizzazione dei limiti di deduzione tra coniugi diventa limitata quando uno dei due supera i 70 anni. Secondo le precisazioni del BOFiP riportate da Previssima, questa restrizione si applica a partire dall’anno successivo, con modalità che variano a seconda delle situazioni. I limiti acquisiti in precedenza non vengono messi in discussione, ma è preferibile verificare la propria situazione con un consulente fiscale.

Concretamente, è vantaggioso aumentare i propri versamenti deducibili sul PER prima di raggiungere la soglia dei 70 anni. Aspettare significa perdere un vantaggio che non tornerà. Coloro che desiderano preparare la propria pensione con Finance du Particulier troveranno un quadro utile sulle strategie di versamento adatte a ciascuna fascia d’età.

Coppia di pensionati che pianifica il proprio futuro finanziario insieme davanti a un computer portatile in una cucina moderna

Cumulare lavoro e pensione: cosa cambia la riforma per fasce d’età

Il cumulo lavoro-pensione è spesso presentato come una soluzione flessibile per integrare la propria pensione. L’attuale dispositivo distingue due regimi (cumulo integrale e cumulo limitato), ma la legge di finanziamento della Sicurezza sociale per il 2026 riorganizza questo sistema per fasce d’età. L’articolo 102 della legge n. 2025-1403 introduce regole diverse prima e dopo i 67 anni.

Per coloro che intendono continuare un’attività dopo il loro pensionamento, questa riforma cambia il calcolo. Un pensionato di 63 anni non sarà soggetto agli stessi limiti di un pensionato di 68 anni. Non basta più sapere se si ha diritto al cumulo integrale: è necessario sapere in quale fascia ci si colloca e quali condizioni di reddito si applicano.

I riscontri variano su questo punto, poiché i decreti attuativi precisano ancora le soglie e i casi particolari. Prima di impegnarsi in un cumulo lavoro-pensione, è meglio richiedere una simulazione aggiornata alla propria cassa pensionistica.

Trimestri mancanti e riscatto: decidere prima della partenza

Un estratto conto della carriera incompleto significa una pensione ridotta. A volte lo si scopre tardi, richiedendo il proprio estratto conto individuale di situazione. Verificare i propri trimestri convalidati ben prima dell’età legale consente di identificare le lacune e decidere se un riscatto di trimestri valga la pena.

Il riscatto non è sempre conveniente. Ecco i criteri da esaminare prima di intraprendere questa strada:

  • Il numero di trimestri mancanti rispetto al tasso pieno, poiché riscattare uno o due trimestri per evitare una decurtazione può essere molto vantaggioso, mentre riscattarne otto lo è raramente
  • L’età alla quale si prevede di andare in pensione, poiché più il pensionamento è vicino, più velocemente il riscatto si ammortizza
  • Il tasso marginale di imposizione al momento del riscatto, poiché il versamento è deducibile dal reddito imponibile e il risparmio fiscale varia notevolmente a seconda della fascia

Richiedere il proprio estratto conto della carriera già a 45-50 anni lascia il tempo di correggere gli errori (periodi non dichiarati, trimestri di servizio militare dimenticati) senza fretta.

Distribuire il proprio risparmio pensionistico: PER, assicurazione vita e investimenti complementari

Concentrare tutto il proprio risparmio su un unico supporto significa assumere un rischio inutile. Il PER offre un vantaggio fiscale all’ingresso, ma il denaro rimane bloccato fino alla pensione (salvo casi di sblocco anticipato come l’acquisto della prima casa). L’assicurazione vita, invece, mantiene una liquidità in qualsiasi momento dopo otto anni di detenzione.

Una strategia efficace di preparazione alla pensione combina generalmente più supporti:

  • Il PER per i versamenti deducibili, massimizzando l’importo ogni anno finché esiste il vantaggio fiscale
  • L’assicurazione vita in fondi euro e unità di conto, per avere un capitale accessibile in caso di imprevisti prima della partenza
  • Il risparmio salariale (PER collettivo, ex-Perco) quando il datore di lavoro offre un contributo, il che equivale a denaro gratuito che sarebbe un errore lasciare sul tavolo

Recenti proposte mirano a rivedere la fiscalità dell’uscita e della trasmissione dei PER, così come a regolamentare l’età alla quale il risparmio pensionistico può essere costituito. La fiscalità di questi investimenti non è fissa, e le regole possono evolvere da una legge di bilancio all’altra.

Donna in consultazione con un consulente finanziario per preparare la propria pensione in un ufficio professionale moderno

Importo della pensione: stimare senza ingannarsi

Il tasso di sostituzione medio, cioè la percentuale dell’ultimo reddito da lavoro conservata in pensione, si attesta intorno al 65% secondo Boursorama. Questa cifra è una media: a seconda del profilo (dirigente, autonomo, funzionario), il divario può essere significativo.

Invece di affidarsi a una stima globale, è vantaggioso utilizzare il simulatore ufficiale disponibile su info-retraite.fr. Esso aggrega i dati di tutti i regimi e fornisce una proiezione personalizzata. Confrontare l’importo stimato della propria pensione con le proprie spese reali consente di quantificare precisamente il complemento di reddito da costituire.

Questo calcolo deve integrare voci spesso sottovalutate: mutua sanitaria senza partecipazione del datore di lavoro, manutenzione dell’immobile se si è proprietari, eventuali aiuti a un genitore anziano. La pensione dura in media più di 25 anni. Su questo arco di tempo, anche una piccola differenza mensile tra redditi e spese finisce per creare un deficit serio.

Anticipare la propria pensione è meno una questione di prodotto finanziario che di calendario. Le decisioni prese tra i 45 e i 60 anni (riscatto di trimestri, versamenti su un PER prima dei 70 anni, diversificazione dei supporti) pesano molto di più di quelle prese con urgenza negli ultimi mesi di attività. Il quadro fiscale cambia regolarmente, come dimostrano gli aggiustamenti del 2026. Rivedere la propria strategia ogni anno alla luce delle nuove regole rimane il riflesso più protettivo.

Le chiavi per preparare bene la propria pensione e garantire il vostro futuro finanziario